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10

Feb

La notte di Germano

Per me il teatro ha un profumo. Non so se vale per tutti, né se ciascuno ci sente un profumo diverso, ma per me, quando me ne sto seduta in platea, al buio, gli occhi come spilli che appuntano gli attori sulla scena, ad un certo punto si diffonde un’essenza di ambra tutt’intorno. Ed è accaduto anche ieri sera quando, con Chic, sono andata a vedere “viaggio al termine della notte”. Su un palco, separato idealmente in tre settori, coni di luce rischiaravano nel buio tre postazioni diverse tra loro ad ospitare un violoncello, una chitarra elettrica e una scrivania corredata di abat-jour e di due microfoni diversi, il classico “gelato” e uno distorsore. Suoni cupi, intimi e a tratti violenti si alternavano alla lettura di Elio Germano: una voce seducente, espressiva e intensa che raccontava il viaggio della vita secondo Céline, ovvero un’immensa notte da attraversare. Durante il viaggio, i vari incontri dell’esistenza: la vita, l’amore, Dio, la guerra… la abat-jour si accendeva e si spegneva insieme alla voce sexy del narratore, la musica colmava i vuoti tra un brano e l’altro, la fragranza d’ambra si diffondeva con effluvi regolari e ciclici, mentre il personaggio di Céline affrontava il difficile percorso dell’esistenza, con le sue scomode verità e le sue ben calibrate menzogne. “L’ amore è l’infinito abbassato al livello dei barboncini, e io c’ho la mia dignità!”… “Ero bambino allora, mi faceva paura la prigione. È che non conoscevo ancora gli uomini.”… “Perché nel cervello d’un coglione il pensiero faccia un giro, bisogna che gli capitino un sacco di cose e di molto crudeli.”… “D’altronde, bisogna pure che succeda prima o poi, che ti classificano”… Frammenti di vita, di coscienza e sensibilità di un uomo del 1932 come dei giorni nostri, nichilista, misantropo e cinico, di certo animato da un pessimismo cupo che tanto piacque a Bukowski e che di questi tempi, è vero, forse non rallegra ma di certo fa riflettere. E che, in una sera che sa di ambra, ti rivela che “La vita è questo: una scheggia di luce che finisce nella notte.”

Luci. Sipario. Applausi.

Freak

Viaggio al termine della notte

Teatro Elfo Puccini

Fino al 19 febbraio

www.elfo.org