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21

Dec

una porca figura

Carissimo Maschio italico, vuoi fare colpo su una bella fanciulla (rigorosamente non vegetariana)? Allora portala a cena al ristorante argentino El Gaucho, ti basterà seguire queste semplici regole:

1) Prenota con anticipo. Lì vige ancora la regola di Zio Silvio e la crisi non c’è. Non vorrai mica rischiare di finire nel tavolino sfigato attaccato alla cassa?

2) Parcheggia sulle strisce. Fidati, non esistono altri posti.

3) Cibo: la cosa più romantica che tu possa ordinare è la costata alta di manzo per due persone: te la portano già tagliata e (giuro) si scioglie in bocca, così avrete più tempo per parlare:)

4) Vino: ordina una bottiglia di Telteca,è il vino della casa, rosso e leggermente barriccato, va giù che è una meraviglia. Farai un figurone spendendo “soli” 28 euro (è tra i più economici)

5) Dolce: ispirano tutti, ma le pere al vino rosso con gelato al mascarpone hanno il loro perchè

6) Non lasciarla sola, nemmeno per andare alle toilette: i camerieri sono argentini per davvero e potrebbero approfittarsene

7) Paga il conto (ma questo non ho bisogno di dirtelo, vero?), ma senza battere ciglio, perchè sarà un po’ salato.

e buon dopo cena!

Chic

Ristorante argentino El GAucho

Via Carlo D’Adda, 11 20143 Milano 02 8940 0839

www.elgaucho.it

(aperto tutte le sere dalle 20.00 alla 01.00)

07

Nov

I veri signori mangiano sempre da signori

Per provare un ristorante siculo-altoatesino mi serviva una compagine di giudici il più variegata possibile. Così ci ho portato un milanese, una varesotta, la bergamasca Cheap, un calabrese e un piemontese pignolo…. e alla fine mi hanno ringraziato tutti. Che volete, sono soddisfazioni.

Il locale è uno dei miei preferiti: si chiama Horse Cafè, lo trovate in viale Montenero ed è specializzato appunto in cucina siciliana ed tirolese. Giuro, non sono ubriaca, le cose stanno così: Carlo (titolare e cuoco) è altoatesino, ha una moglie catanese e una passione per le corse ippiche. Ha aperto quindi questo delizioso localino molto intimo e accogliente, arredato con candele, tavoli di legno, vecchie stampe di corse alle pareti e dove si mangia divinamente: antipasti di mare (sardine & insalata di gamberi e arance), o di montagna (gran piatto di salumi trentini); e poi gnocchetti verdi alla crema di gorgonzola, Schlutzkrapfen al burro, tartare (tagliata al coltello!) e filetto di tonno e molto altro che non ricordo.

E i dolci? voi sapreste scegliere tra la sacher e i cannoli siciliani? Io no, infatti li ho assaggiati entrambi, fatelo anche voi. Il nostro amico addetto ai vini ci dice che ha letto sulla lista più di 800 etichette; ma noi ci siamo fatti consigliare dallo Chef e abbiamo preso un Gewurztraminer davvero ottimo. Alla fine abbiamo speso 35 euro, per quello che abbiamo mangiato n’è valsa più che la pena e il Conte pignolo è uscito dal locale piangendo lacrime di prosecco per la gioia.

Chic

Horse Cafe’ 

Viale Monte Nero 21, Milano (MM Porta Romana)

tel 02 55012069 - chiuso il sabato & la domenica a pranzo

21

Sep

Canzone dell’Osteria dei Vecchi Sapori

Come gli amici più cari, questa trattoria nel cuore del quartiere Isola ha diversi soprannomi. I miei colleghi la chiamano I paracadutisti, per via delle fotografie di lancio dal paracadute appese nella sala di ingresso del ristorante. Una mia amica la chiama Da Pigiama, in onore di uno dei camerieri storici (ultimamente non si vede più tanto in giro, e noi cominciamo a preoccuparci): quello che a mezzogiorno ci accoglieva con un sorriso malandrino, indossando una maglia sdrucita con disegnata la tigre dei Kellogg’s Frosties e le pieghe del cuscino ancora stampate sulla faccia. 

Nei momenti di paranoia massima può diventare un rifugio: il posto dove andresti a chiedere di poter fare una telefonata dopo uno scippo, dove andresti a sbronzarti da sola dopo il litigio con il fidanzato. Una specie di casa, insomma. Dove, in più, si mangia. (Perché, sfatiamo questo mito, a casa non si mangia. Almeno a casa nostra).
Magari non è superlativo, ma è molto buono e il rapporto qualità prezzo, per Milano, è insuperabile.

I primi sono tutti ottimi. I miei preferiti sono i fagottini al formaggio e pere con zafferano. Chic, da buona piemontese, ama il riso al barolo con salsiccia (più per il barolo che per il riso, ammettiamolo). Un grande classico anche i tagliolini al tartufo, ma mangiateli velocemente: quando si raffreddano il sughetto al burro si asciuga e si rischia l’effetto paglia e truciolato. 

Tra i secondi, ottimi il pollo alla birra e l’agnellino sardo arrosto. Se non avete voglia di strafare, la bistecca di manzo con insalata è sempre dignitosa (scelta perfetta dopo il calcetto con gli amici). Per chi ama il crudo, c’è la tartare… quella fatta seriamente, da impastare con l’uovo crudo e  compagnia bella. Io non ho cuore, ma in genere piace. In pieno inverno, tomini e speck con polenta taragna: un tris di texture e sapori che vi faranno dimenticare tutti i trigliceridi ingurgitati (no, le calorie no: quelle vi tormenteranno per una settimana, ma a questo mondo nulla che valga è gratis).

I dolci sono sempre molto buoni e in porzioni abbondanti. La chantilly alle fragole è interessante, il salame di cioccolato molto buono, i tortini di cioccolato – proposti con diversi topping a seconda delle stagioni – peccaminosi, anche se ormai un po’ sfruttati.

Nota cheap: l’acqua non si paga, il vino si paga al consumo.
Nota chic: le pareti della sala principale ospitano una mostra permanente di foto dalla Cambogia.

Cheap

Osteria dei vecchi sapori
via Carmagnola, 3
02 668 6148 
http://www.vecchisapori.it/ 

16

Sep

Oggi mangio… un casino!

Chi ha detto che nei quartieri più glam di Milano sia impossibile trovare un ristorante dai prezzi abbordabili? O, per dirla più alla romana, un posto dove “se magna bene e se spenne poco”?

In zona Moscova, proprio nel cuore della Milano mondana, dove si possono incontrare modelle longilinee anche quando la settimana della moda è lontana e imprenditori con la macchina che costa più della casa in cui abitate, c’è un localino che risponde perfettamente alla domanda: il Pavillon.

Io ci vado soprattutto quando voglio passare una serata in compagnia delle mie amiche, per mangiare un’orecchia d’elefante o lo gnocco fritto (non proprio come quello originale piacentino, ma ugualmente gustoso), una pizza (che fanno davvero molto bene) o un’insalata ricca di tanti ingredienti appetitosi, per poi andare a fare una passeggiata nella vicinissima Brera e magari cercare il mio destino nelle carte.

L’ambiente non è male e c’è una signora brasiliana un po’ in carne che, se è nella serata giusta, è molto simpatica e vi fa sentire davvero i benvenuti. Ci sono due sale, una più interna e una verandata. Io mangio sempre in quest’ultima, perché mi piacciono le grandi vetrate ormai quasi completamente ricoperte di rampicanti. E poi, i dolci sono esposti proprio all’entrata, vicino alla veranda: perché allontanarsene troppo?

A proposito, dovete assolutamente provare l’Ile flottante: per i profani che non sanno cosa sia - che il cielo li perdoni- si tratta di una specie di nuvola dal sapore di meringa, ma dalla consistenza soffice, guarnita da crema inglese e spruzzata da scaglie di mandorle. Il sorriso rassicurante della signora che vi porgerà il piatto con questo peccato di gola vi farà sentire un po’ meno colpevoli…

Certo, appena uscirete incontrerete ancora le modelle-stecchino e gli imprenditori impomatati, ma li guarderete con occhi diversi: voi non avrete quella linea o quelle auto, ma poverini… loro l’ile flottante del pavillon non l’hanno mai provata!

Freak

Pavillon
Via Statuto, 16
20121 Milano
02 6552219